Se non fosse stato per loro oggi indosseremmo ingombranti teloni da circo al posto di pratici pantaloni? È una domanda che sorge spontanea dando un’occhiata al trailer di Voglio una ruota, documentario in fieri della regista Antonella Bianco, che vuole raccontare la storia delle donne in bici. Una storia di anticonformismo, libertà e progresso.

Sfidando le convenzioni sociali – e a volte anche la legge -, un’esercito tutto al femminile e armato solo di coraggio e passione, in sella alla due ruote, si è mobilitato dall’Ottocento a oggi per raggiungere la parità. E lo ha fatto a partire dal mezzo più semplice e libero della storia dell’uomo: la bicicletta.

cartolina FWillardNonostante le tante battaglie ancora oggi il ciclismo femminile è considerato di serie b rispetto a quello maschile. Ottenere le stesse tutele legali ed economiche sembra un miraggio. “Voglio una ruota vuole raccontare questa e altre storie. E lo farà con una tecnica mista, che unisce il documentario tradizionale all’animazione”, – dice la regista Antonella Bianco -. “Non bisogna andare troppo lontano per capire che la parità dei diritti è ben lontana persino in Occidente, in cui il ciclismo femminile è visto come uno sport minore rispetto a quello maschile. In Italia, per esempio, non esiste una legge che riconosca le donne atlete come professioniste, con tutta la disparità economica e sociale che ne consegue. Ragazze che vincono medaglie d’oro in competizioni internazionali gareggiano come dilettanti”.

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Come la bicicletta ha cambiato le donne e come le donne hanno cambiatola bicicletta? L’attivista americana Susan B. Anthony, già nel 19esimo secolo non aveva dubbi: “Ecco cosa penso del ciclismo. Penso che abbia permesso l’emancipazione femminile più di qualsiasi altra cosa al mondo. Gioisco ogni volta che vedo una donna che passa in bicicletta”. Ma toccherà alla squadra di Antonella Bianco rispondere oggi, con il documentario #Vogliounaruota, portando alla luce vittorie e battaglie contemporanee. Il tutto ripercorrendo il mondo della bici al femminile dalle origini ai giorni nostri, da Miss Londonderry a Paola Gianotti.

Per sostenere il progetto è possibile fare anche delle donazioni attraverso la campagna di crowdfunding, aperta fino al 16 novembre prossimo sulla piattaforma di finanziamento collettivo Indiegogo, e seguire la realizzazione su Facebook o su Twitter attraverso l’hashtag #vogliounaruota.