Pensate elettrico! E no che non pare brutto, nemmeno se siete puristi della bicicletta. Sì, perché una bicicletta a pedalata assistita non è qualcosa che sporca il concetto di mezzo con trazione a pedali. Anzi, lo esalta perché ne estende le capacità. E badate che non si tratta di far finta di essere forti come qualcuno accusa qualche corridore di celare motorini elettrici nel telaio da corsa. La bicicletta a pedalata assistita è un’estensione della capacità della bicicletta stessa. Un’espansione che la universalizza e la rende alternativa ad altre soluzioni che fanno traffico.

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Sapete che una bicicletta a pedalata assistita costa quanto l’assicurazione di uno scooter per un anno. A occhio e croce è così e comunque si paga una volta sola. Le uniche spese che comporta sono per la normale manutenzione e, al più, per la batteria che dopo un (bel) po’ di anni sarà da cambiare perché perderà di efficacia. Tutto qui.

La batteria può essere inserita nel portapacchi oppure direttamente integrata nel telaio.

La batteria può essere inserita nel portapacchi oppure direttamente integrata nel telaio.

Però si fa presto a dire bicicletta elettrica. Ce ne sono tante. Troppe? Di sicuro ci sono tante possibilità, anche di prezzo. Il termine corretto sarebbe “bicicletta a pedalata assistita”, che per comodità… non usiamo. D’altra parte pure gli anglosassoni usano il termine e-bike, che è ancora più veloce. Il senso è: per rientrare nella normativa vigente di bicicletta a pedalata assistita, il nostro mezzo deve avere il motore che si attiva solo quando si esercita una pressione sui pedali. Poi dice pure che questo aiuto può arrivare ad una velocità massima di 25 chilometri orari.

Per raggiungere questo obiettivo ci sono diverse tipologie di biciclette. Le più efficaci, ovviamente, sono quelle nate “già” col motore. Si tratta dei modelli più evoluti e sofisticati dove il motore è solitamente posto in corrispondenza del movimento centrale. In questo modo l’aggravio di peso (che inevitabilmente c’è) risulta bilanciato e non disturba la pedalata. La sensazione di guida è identica a quella di una bicicletta tradizionale.

Altre soluzioni prevedono la trazione che insiste su una delle due ruote, direttamente. Meno diffuse quelle con trazione anteriore (con motore interno al mozzo, oppure – ancora meno diffuso – con un dispositivo a rullo che dà motricità alla ruota). Come conviene caricare maggiormente il peso dei bagagli sulla parte posteriore della bici, allo stesso modo meglio appesantire del motore la ruota posteriore nel caso di scelta “esterna”. Se pure questi sistemi possono avere lo svantaggio di non essere ottimizzati come l’integrazione totale tra telaio e sistema elettrico, c’è l’indubbio beneficio di poter essere montati su biciclette già esistenti, caricandosi quindi solo dell’onere di acquistare la trasmissione ma non tutta la bici.
Poi ci sono dei sistemi che si applicano alla bici coinvolgendo il movimento centrale ma senza richiedere un telaio apposito. Anche questi, a ben vedere, hanno una buona efficacia e certamente sono più complessi delle soluzioni compatte all’interno della ruota.

I sistemi di controllo permettono di tenere d'occhio l'autonomia residua e... molto di più.

I sistemi di controllo permettono di tenere d’occhio l’autonomia residua e… molto di più.

Cosa si può fare?

Avete mai provato una bicicletta a pedalata assistita? Le statistiche dicono che praticamente tutti ne hanno sentito parlare, ma la percentuale di chi l’ha provata davvero è molto bassa. Per questo motivo diversi servizi che offrono la possibilità di affittare biciclette elettriche permettono un momento di test. Difficile scendere poi.
Al di là delle soluzioni di affitto bicilette, è interessante valutare cosa si possa fare davvero con una bicicletta a pedalata assistita.

  1. Allargare il proprio raggio d’azione, sia per chi è mediamente allenato che per chi non lo è affatto. Con la bici a pedalata assistita si possono fare sin da subito una cinquantina di chilometri al giorno, salite comprese.
  2. Andarci al lavoro. È l’alternativa perfetta allo scooter in città. Costi ridotti, velocità analoga nel traffico (anzi, spesso la bici è pure più agile). Rispetto ad una bici normale permette di sudare meno e non avere necessità di una doccia se si arriva da un po’ più lontano.
  3. Turismo per famiglie. Si può seguire il componente della famiglia più allenato, oppure portare con sé i bambini in supporti da applicare alla bici (carrellini, cammellini e altri simili).
  4. Trasportare cose. La bicicletta a pedalata assistita può essere usate in versione “cargo” per portare oggetti piuttosto pesanti.
  5. Restare in forma. Pedalata assistita sì, ma servono comunque le gambe. Si può scegliere quanta forza si vuole in aiuto dalla bici ma è necessario sempre pedalare. E si mantiene una buona attività fisica. Insomma, qualcuno ha trovato anche il modo di risparmiare sulla palestra.

Ci fermiamo a cinque idee, le più immediate. Potremmo proseguire. Avete ancora dubbi? Vuol dire che non avete ancora provato una bicicletta a pedalata assistita, una ebike, una bicicletta elettrica. Chiamatela come volete, ma pedalateci su. Sarete grati a voi stessi e farete del bene anche alla società.

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