Ha vinto nel 2011 il “5th European Greenways Award” il sentiero ciclopedonale del Canale Maestro della Chiana che unisce Arezzo con Chiusi. Si tratta di un percorso di circa 62 km attrezzato e protetto per chi viaggia lentamente, in bici o a piedi. L’antica strada utilizzata per la manutenzione del canale e delle chiuse costituisce infatti un tracciato naturale privo di dislivelli e particolarmente adatto ad un turismo sportivo anche familiare. E’ un viaggio nel cuore della civiltà etrusca, che parte da Arezzo, famosa per la Chimera custodita al Museo Archeologico, e arriva fino a Chiusi nel labirinto di Porsenna, il re etrusco che osò sfidare Roma sconfiggendola. Lungo il sentiero della bonifica è piacevole ammirare come la natura e l’opera dell’uomo nei secoli abbiano potuto disegnare questo tracciato meraviglioso fondendosi in un quid unicum.

 

DA AREZZO LUNGO IL CANALE DELLA CHIANA

ee0a22c2c591df9ab6297e032d4b3c54chiusa dei monaci

 

Il percorso parte dalla famosa Chiusa dei Monaci un’ imponente opera idraulica a 6 km dal centro di Arezzo. Pensate che  esisteva già nel 1115 e appartenne ai monaci dell’abbazia di Santa Flora e Lucilla fino al 1797. L’acqua della Chiana era il motore delle macine con cui i monaci producevano farina. Solo successivamente fu dotata di paratoie per regolare il flusso delle acque e appare nella struttura esistente oggi dal 1839. Più avanti nei pressi del Ponte alla Nave il sentiero è delimitato dalla struttura del Magazzino del grano costruito dai Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano. E’ qui che venivano depositati i prodotti agricoli delle fattorie granducali scaricati dalle imbarcazioni e stoccati prima di essere inviati al mercato di Firenze. Nei pressi di Civitella in Val di Chiana, il Canale Maestro che transita tra i frutteti e i vigneti offre la vista su importanti manufatti d’immissione costruiti in epoca ottocentesca per convogliare le acque dei canali laterali nel Canale Maestro. Il centro storico di Civitella conserva ancora i resti della torre e delle mura castellane, rappresentando uno dei più caratteristici esempi di architettura feudale. Un appuntamento enogastronomico ricorrente per la promozione dell’olio extra-vergine di oliva è la manifestazione denominata “L’olio nuovo” che si svolge a Ciggiano nel mese di Novembre.

DA MONTE SAN SAVINO A CORTONA

Il percorso arriva poi a Monte San Savino patria del grande scultore rinascimentale Andrea Contucci detto il Sansovino e di Papa Giulio III. Il centro storico si sviluppa dal Cassero, antica fortezza del XIV secolo, lungo Corso Sangallo, fiancheggiato dalle rinascimentali Logge dei Mercanti attribuite al Sansovino, dal Palazzo di Monte, oggi sede del Comune, da Palazzo Pretorio con la sua Torre, dalla Pieve e la chiesa di Sant’Agostino che custodisce una bella Assunzione di Giorgio Vasari. E comincia qui il viaggio nell’anima agricola della Val di Chiana che profuma di frutteti.

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Continuando a pedalare ci si apre la  Toscana del vino, dell’olio extravergine d’oliva e del grano in questo tratto della valle ricco di produzioni pregiate di pere, mele e susine. A Marciano della Chiana, nel punto in cui il sentiero interseca ortogonalmente la strada asfaltata, si può fare una brevissima deviazione a est per osservare la colmata di Brolio. Le colmate sono importanti opere idrauliche che realizzano la bonifica tramite alluvione: l’innalzamento del suolo infatti avviene per i depositi di acque torbide di provenienza collinare “trattenute” con appositi recinti in pietra. La colmata di Brolio è facilmente identificabile e si trova nei pressi del sentiero ciclabile. A ovest è invece visibile la Fattoria del Pozzo appartenuta all’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano e istituita nel 1802 scorporandola dalla tenuta di Font’a Ronco troppo estesa per essere gestita con le dovute attenzioni.

Più avanti si arriva nei pressi di Cortona, visibile sulle colline a oriente e tappa fondamentale del viaggio “etrusco”, è toccata nel suo territorio dal Sentiero della Bonifica ed è raggiungibile con una deviazione di circa 12 km con impegnativa salita finale. Tracce “vive” dell’antica Curtun etrusca sono visibili nella Tabula Cortonensis, risalente al III-II secolo a. C.; la Tabula costituisce uno dei documenti più importanti della civiltà etrusca: si tratta di un contratto che attesta la vendita di terreni tra famiglie del territorio cortonese a testimonianza della intensa attività agricola e commerciale dell’epoca. leggende e misteri, mura millenarie e necropoli come quelle di Cortona e Castiglion Fiorentino, luoghi dove è facile sprofondare negli intriganti interrogativi che accompagnano la conoscenza di un popolo che già molti secoli prima di Cristo si esprimeva nel segno della modernità, oltre il tempo.

Imponenti blocchi di pietra arenaria sono ancora visibili nelle mura di Castiglion Fiorentino, altra capitale etrusca e tappa importante di questo viaggio.

Foiano della Chiana, sfiorato dalla ciclabile, è il luogo del Carnevale più antico d’Italia, documentato dal 1539. Da visitare la Chiesa della SS. Trinità che custodisce una tela del Pomarancio, la Chiesa di Santa Maria della Fraternita, quattrocentesca, che conserva una terracotta invetriata attribuita a Luca e Andrea della Robbia.

Passata la Botte allo Strozzo importantissima opera idraulica, si arriva al Torrione con la Specola, parte della Fattoria dell’Abbadia appartenuta ai Cavalieri di Santo Stefano, serviva come appoggio durante i lavori idraulici, e il Granduca di Toscana dall’alto osservava le opere di bonifica del territorio.

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Più avanti prima di arrivare al lago di Montepulciano è visibile un altro importante manufatto idraulico del 1723 il Callone di Valiano.

 

I LAGHI DI MONTEPULCIANO E DI CHIUSI

Il nostro Sentiero della bonifica finisce con due laghi spettacolari: quello di Montepulciano e quello di Chiusi. I laghi sono la “memoria” dell’antica palude.  Chiamati i “Chiari” per la limpidezza delle loro acque costituiscono mete  particolarmente ambite da naturalisti e birdwatchers. Sono infatti il regno di aironi, anatre, garzette e tarabusini. In questo tratto il sentiero entra silenziosamente nella pace lacustre e si snoda lungo le rigogliose aree umide tra pioppi e salici.

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Ad Arezzo, Cortona e Chiusi c’è la possibilità di utilizzare treni che caricano biciclette.

Lungo il tragitto che sappiamo non toccare direttamente centri abitati c’è la possibilità di individuare agriturismi, punti di ristoro e punti di assistenza per le biciclette.

Tutte le informazioni potete trovarle su www.sentierodellabonifica.it

 

 

Ludovica Casellati