È l’unico tra i macroalimenti a non fornire calorie, costituisce il 70 per cento del nostro corpo ed ha un ruolo fondamentale nella regolazione della temperatura corporea. Lo avrete capito, stiamo parlando dell’acqua, lei che basta diminuisca solo del 2 per cento nel nostro organismo per compromettere in modo importante le nostre capacità di prestazione.

Quel vento subdolo che non ti fa bere

Così, se per lo sportivo bere nella stagione fredda è importante, farlo in estate è essenziale, soprattutto in uno sport come il ciclismo, dove l’effetto del vento sulla pelle fa evaporare velocemente il sudore e assolve in minima parte alla funzione di termoregolazione cui appunto è chiamata in causa l’acqua, che attraverso il sudore elimina tutto il calore in eccesso prodotto durante l’esercizio.

Un litro e mezzo l’ora

Dimenticarsi di bere in un’uscita estiva è praticamente impossibile, più probabile è invece bere meno di quel che serve. Pensate, a livello indicativo, la pratica ciclistica a un livello di intensità medio/alto può richiedere all’organismo 1.5 litri di acqua ogni ora, pena il decadimento della prestazione o, peggio, effetti ancor più importanti come il calo di pressione o il colpo di calore.

In estate il fabbisogno idrico dell’atleta può facilmente arrivare a 1,5 litri l’ora

Cosa bere

L’acqua semplice è la migliore delle soluzioni per idratarsi, ma come abbiamo detto non contiene alcuna caloria, per questo se il giro estivo che abbiamo in programma è di una certa durata (più di un’ora e mezza/due) è essenziale integrare con dei carboidrati. Ovviamente questi ultimi possono anche essere solvibili in acqua, ma in questo caso bisogna fare attenzione a non superare dell’8/10 per cento la loro concentrazione al fine di favorirne l’assorbimento ottimale da parte del fisico evitando invece effetti controproducenti.

Sciogliere i carboidrati in borraccia è importante, ma attenzione a non superare determinate concentrazioni

Ogni quanto bere

“In estate il ciclista deve fare un sorso d’acqua ogni cinque minuti”: il vecchio detto è sacrosanto, ci mancherebbe, ma riguarda più che altro l’acqua semplice, non quella in cui avremo disciolto i carboidrati o più precisamente le maltodestrine. Nel secondo caso ci si può idratare anche con minore frequenza, con un sorso ogni 15/20 minuti, o per essere più precisi con una frequenza che diventerà sempre maggiore mano a mano che le ore passate in sella aumentano (e di conseguenza aumenta la richiesta di supplementazione energetica da parte dell’organismo). Quel che è certo è che in estate in bicicletta sarebbe sempre preferibile avere a disposizione due riserve idriche da cui attingere, appunto una con acqua semplice, un’altra con i carboidrati di nostra preferenza.

La doppia borraccia non solo raddoppia le riserve idriche, ma permette anche di differenziarle

Questo è il motivo per cui portare con sé due borracce è essenziale nella stagione estiva, o se preferite una borraccia e uno zaino idrico, che rappresenta una soluzione altrettanto valida per l’idratazione del ciclista.

Quale borraccia

Le borracce hanno una capacità di solito compresa tra i 330 e i 750 cc.

La capacità di una borraccia è variabile. Raramente supera i 750 cc

Se ben refrigerata in precedenza, una normale borraccia mantiene la temperatura del liquido per circa 20/30 minuti (in ragione della temperatura esterna), per poi portare la temperatura del liquido anche a un livello superiore a quello esterno (in funzione del colore che la contraddistingue, e in questo senso le migliori borracce sono quelle trasparenti). Esistono inoltre le borracce termiche, che oltre a mantenere i liquidi caldi in inverno hanno lo stesso effetto per i liquidi freddi in estate. Anche nelle giornate torride, una buona borraccia termica riesce a mantenere il liquido alla temperatura iniziale (o prossima a questa ) per almeno due ore.

Una borraccia termica: utile sia in inverno per tenere il caldo che in estate per il freddo

L’erogazione del liquido è possibile grazie a una valvolina posizionata al centro del tappo, che permette di aspirare il contenuto. Le borracce odierne sono capaci di un grosso flusso di erogazione e sono spesso corredate di valvole che si aprono/chiudono con l’uso della bocca, impugnando la borraccia con una sola mano. Ci sono inoltre varianti di valvole autosiggillanti, la cui erogazione si può inibire o attivare semplicemente ruotando la ghiera in plastica che funziona appunto da valvola.

Borraccia per chi?

La borraccia (o meglio le due borracce montate sul telaio) sono senza dubbio la soluzione più adatta per uscite brevi e medio/brevi o in genere per tutte le uscite durante le quali sappiamo di avere a disposizione dei punti per rifornirci d’acqua sul percorso. L’acqua fresca, appena sgorgata, è infatti sicuramente da preferire a quella conservata.

Soluzione obbligata per gli agonisti della strada, la borraccia è ideale per le uscite brevi o di media gittata

Inoltre la borraccia non grava sul fisico del ciclista e in special modo in estate non produce il fastidio di avere un carico addosso né una fonte di ulteriore calore (e quindi sudore).

Lo zaino idrico

Fino a una ventina di anni fa lo zaino idrico era praticamente sconosciuto tra i ciclisti, al contrario oggi vanta una diffusione notevole, in special modo tra i mountain biker. Su quello idrico è lo zaino stesso a funzionare come “valigia” per trasportare la riserva idrica alloggiata all’interno di una apposita sacca. Gli zaini idrici di buona qualità hanno di solito un contenitore termico destinato ad alloggiare la sacca idrica e che tra l’altro funziona da divisore per lo scompartimento portaoggetti dello zaino stesso. Sui modelli più economici, invece, questa divisione manca, ma solitamente tutti gli zaini idrici moderni hanno almeno una tasca esterna con zip, utile per riporre piccoli oggetti personali.

Uno zaino idrico per il ciclismo ha una sacca interna con capacità variabile tra 1 e 3 litri

Lo zaino è poi corredato di spallacci che provvedono a trattenerlo sule spalle e stabilizzarlo sul busto; la stessa funzione è svolta dalla fascia ventrale (e in certi casi anche sternale), che risulta particolarmente importante per il ciclismo in fuoristrada, in particolar modo in discesa.

La sacca idrica

Negli zaini idrici per il ciclismo la sacca interna ha una capienza variabile tra  1 e 3 litri. È realizzata in materiale morbido per alimenti ed è sempre trasparente.

La sacca idrica, il condotto e la valvola di erogazione

La sacca è corredata di un tappo di grandi dimensioni che consente il facile inserimento del liquido, eventualmente del ghiaccio oppure, che permette di diluire all’interno integratori e inoltre facilita la pulizia.  Alla sacca idrica è collegato un condotto in gomma, che culmina con la valvola terminale, la stessa  che consente la fuoriuscita del liquido ogni volta che si preme tra le labbra. La valvola si richiude automaticamente non appena si lascia la bocca.

Zaino idrico per chi?

La zaino idrico ha caratteristiche contrapposte alla borraccia. In genere è consigliato per chi si avventura in pedalate “epiche”, di molte ore, dove non si conoscono quali e quanti saranno i punti di rifornimento idrico sul percorso. Rispetto alla borraccia semplice, inoltre, lo zaino idrico ha capacità molto maggiori di conservare la temperatura iniziale del liquido. Lo zaino idrico è poi un accessorio immancabile per il mountain biker, in particolare di quelli che a causa dell’impegno richiesto dalla guida sono impossibilitati a staccare per troppo tempo le mani dal manubrio per andare ad afferrare la borraccia.

Lo zaino idrico ha una spiccata connotazione “adventure”: non a caso è molto usata dagli mtbiker

Insomma, a seconda delle condizioni vale dunque la pena di optare per un tipo di soluzione oppure per l’altra, senza escludere una terza possibilità, che per motivi pratici o logistici è in effetti utilizzata da molti: borraccia – una – sulla bici e zaino idrico sulle spalle.