Itinerario per MTB su sentieri sterrati facile e adatto a tutti:

la Ciclovia dei Boschi è parte di un più ampio progetto di valorizzazione del braccianese

e, insieme alla già trattata ciclovia dei laghi e alla parte di Via Francigena che esce a nord di Roma, costituisce un corridoio verde di grande interesse cicloturistico in una zona dal patrimonio culturale, storico e naturalistico d’eccezione.

Se l’itinerario precedente conduceva sulle sponde del lago di Bracciano, questo continua sulle alture a nord di esso, tuffandosi nel

meraviglioso castagneto dei Boschi della Calandrina.

A parte l’utilità di questo percorso, che permette ai due precedenti di uscire in sicurezza dal traffico della Capitale, il fascino delle zone che incontriamo è incredibile,

non c’è nulla da invidiare ai grandi boschi dell’Europa del nord.

Sfruttando l’ultima parte della Ciclovia dei Laghi arriviamo a costeggiare il lago, fino a imboccare il breve tratto di pista ciclabile prima dell’ingresso di Trevignano Romano, che ci separa dal traffico motorizzato preparandoci alla tranquillità dei chilometri successivi.

Attraversata la cittadina sul lago, svoltiamo in via Sutri, in prossimità dei campi sportivi, dove ci attende l’unico tratto in salita leggermente impegnativo: ma una volta guadagnata la quota (l’itinerario non supera i 511 m s.l.m.), il saliscendi ciclabile è appena percettibile e non presenta alcuna difficoltà.

L’inizio della Ciclovia dei Boschi

è segnalato con un cartello non troppo visibile poco dopo il centro di addestramento rapaci, è pertanto opportuno attenersi alla traccia gps. Ma una volta entrati, il sentiero ci accoglie e ripaga tanto la fatica della salita quanto la difficoltà di scarsa segnaletica.

Ossigeno nei polmoni, fango sulle caviglie, bosco tutto attorno.

Come in un Walden Project in salsa nostrana, vengono in mente le parole di Thoreau, e i boschi a pochi chilometri da Roma diventano le immense foreste di conifere del Nord America:

We need the tonic of wildness…At the same time that we are earnest to explore and learn all things, we require that all things be mysterious and unexplorable, that land and sea be indefinitely wild, unsurveyed and unfathomed by us because unfathomable. We can never have enough of nature.”

― Henry David Thoreau, Walden: Or, Life in the Woods

Ogni suono umano appare lontano e flebile, solo le fronde mosse dal vento si mischiano al ritmo regolare della catena.

La strada si tuffa nel verde (o nell’arancione, a seconda della stagione),

al riparo dei raggi del sole, poi si concede alla luce in un lungo rettilineo ghiaioso che solca una radura. I chilometri di ciclovia sono pochi, ma intensi: e finiscono nelle strade secondarie che conducono al cimitero di Oriolo Romano, e di lì al centro del paese, dove si può riposare in attesa del treno di ritorno per Roma oppure proseguire verso le stazioni successive di Manziana e Bracciano per l’antica via Claudia, che in alcuni tratti conserva ancora i lastroni di basolato tipici delle strade romane.

 

difficoltà: MEDIO/FACILE

distanza: 37 km
superficie: sentieri sterrati, strade bianche, tratti asfaltati
dislivello: 421 m
inizio: Stazione di Anguillara
fine: Stazione di Oriolo Romano

Claudio Mancini