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Terza edizione per il Bikeconomy Forum, venerdì 16 novembre a Roma al MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo (Sala Carlo Scarpa). Il titolo scelto per l’edizione di quest’anno è “The booming bike world”. Si parlerà quindi del mondo della bicicletta che cresce, che è in piena espansione perché “la bicicletta è molto di più di uno strumento di mobilità con due pedali e una catena, oggi è al centro di un’economia verde che può contribuire in misura decisiva a supportare il cambiamento epocale che abbia quale obbiettivo primario la nostra futura qualità della vita”. L’analisi di questo nuovo fenomeno economico è l’obiettivo del Bikeconomy Forum al quale parteciperemo anche noi di Viagginbici.com. Il nostro direttore responsabile Ludovica Casellati, assieme al Direttore generale del Touring Club Italiano Lamberto Mancini, affronteranno il tema “Da sempre slow tourism”. Nella giornata verranno toccati altre interessanti tematiche considerando il fenomeno bici a trecentosessanta gradi: “Come aiutare normativamente lo sviluppo del fenomeno”, “La bicicletta per la salute cardiovascolare: sicurezza e tecnologia”, “Le ciclabili come volano economicamente: costruiamole assieme”. Saranno presenti anche Francesco Moser e Paolo Savoldelli intervistati da Davide Cassani nell’ambito di “Campioni: testimonial della Bikeconomy”.
Il coordinamento generale dei lavori sarà a cura di Gianluca Santilli, Presidente dell’Osservatorio sulla Bikeconomy e Annamaria De Paola, Direttore dell’Osservatorio sulla Bikeconomy.

I dati

La European Cyclists’ Federation ha provato a calcolare il valore economico dell’uso della bicicletta nei paesi UE, stimando che la vendita e l’affitto di biciclette e componenti, lo sviluppo di infrastrutture ciclabili, i benefici all’ambiente, i vantaggi per la salute intesi come risparmio del settore sanitario, il risparmio nell’uso del carburante e la riduzione di inquinamento e rumore, si traducono in una cifra più grande del PIL della Danimarca (Calcolo su EU 27, nel 2010, fonte European Cyclists’ Federation). E’ questa la bikeconomy, l’economia che ruota attorno alla bicicletta. Solo la produzione e la vendita di biciclette e accessori in Europa ha un giro di affari che si aggira sui 18 miliardi di euro all’anno, mentre il settore del cicloturismo muove ogni anno oltre 44 miliardi di euro. Secondo i dati della Allgemeiner Deutscher Fahrrad-Club (ADFC), la federazione tedesca che promuove l’uso della bici, nel 2009 4,9 milioni di tedeschi hanno effettuato una vacanza in bici dormendo fuori almeno una notte. Una rilevazione di Eurovelo stima che ogni chilometro di ciclabile turistica genera un indotto annuo tra i 110 e i 350.000 euro/km. In Germania ogni anno genera 16 miliardi di euro e occupa a tempo indeterminato circa 300.000 addetti. La ciclabilità fa bene anche all’economia domestica: secondo l’Istat, passare dall’auto alla bicicletta per recarsi al lavoro significa risparmiare dal 16-20% del proprio stipendio.
In Italia il Libro Bianco dei Trasporti realizzato da Confcommercio nel 2012 valuta che la congestione stradale nella sola Italia sia responsabile della perdita di oltre 50 miliardi di euro all’anno, pari al 3% dell’intero Pil nazionale. A Torino ci sono 640 auto ogni 1000 abitanti, minorenni compresi. Nell’Europa della zona Euro la media e di 420 auto ogni mille abitanti (dati Epomm – European Platform on Mobility Management).

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Salute e ambiente

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, 1 miliardo di euro investito sulla mobilità ciclabile può incentivare la creazione di 21.500 posti di lavoro e spingere la domanda e gli investimenti verso stili di vita a minore impatto ambientale. L’Organizzazione ha valutato in 110 miliardi di euro il risparmio in spese sanitarie dovuto all’incremento dell’uso della bici in Europa, e considera che il risparmio generato dalla riduzione dell’inquinamento ambientale e acustico derivante dall’uso della bici in Europa sia superiore ai 3 miliardi di euro.
Il cicloturismo genera un fatturato di nove miliardi l’anno, secondo la FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, ci sono almeno 10 milioni di cicloturisti in Europa. L’indotto, anche solo turistico, delle due ruote è impressionante. Bicicletta vuole dire più soldi che restano nella comunità: l’utilizzo della bicicletta per recarsi al lavoro migliora chi la utilizza e girando la città pedalando, i negozi della città risultano essere un’attrattiva maggiore. La comunità, inoltre, vedrebbe destinarsi più soldi dato che i cittadini non impegnerebbero più grosse somme per la benzina, le assicurazioni e per l’acquisto dell’auto.
La bicicletta, dunque, può rappresentare una rivoluzione sia nella realtà del turismo sia per le città.

La mission

Con la costituzione dell’Osservatorio sulla Bikeconomy la Fondazione Masi e i suoi partner intendono proporre sullo scenario di settore una centrale di produzione di conoscenze sui temi legati all’universo Bikeconomy, nelle componenti sociale, politica, finanziaria, industriale, tecnologica, commerciale, che si proponga, per la propria indipendenza ed oggettività, quale interlocutore privilegiato delle Pubblica Amministrazione, dell’industria e dei diversi attori operanti sul mercato di riferimento. L’Osservatorio svolge attività di ricerca ad ampio raggio e promuove sinergie tra le istituzioni e i settori industriali e commerciali.