Fino al mese di novembre il servizio di bike sharing ibrido a flusso libero sarà disponibile per tutti i cittadini nella città metropolitana di Milano. Le verdi bici Bitride offrono il primo servizio in Italia e nel mondo di sharing a flusso libero di bici ibride.


Cosa troveranno i cittadini di Milano? Il “Bitride Bike Sharing” non prevede l’installazione di alcuna infrastruttura (rastrelliere, cartellonistica, …), ma non è neppure simile ad un sistema di free floating. Il servizio si basa sull’utilizzo di specifiche aree della città in cui consentire la corsa ed altre dove consentirne la chiusura e la sosta. Si tratta quindi di un sistema ibrido sia per la tecnologia della bicicletta che per l’utilizzo consentito all’interno della città.
La prima fase sperimentale ha coinvolto 150 studenti, docenti e ricercatori del Politecnico di Milano, principale partner del progetto, ora Bitride amplia la propria area di servizio sempre con focus sulle aree universitarie (Lambrate, Bovisa, Bicocca) e coinvolgendo alcuni punti di interscambio quali stazione di Greco-Pirelli, Bovisa, Garibaldi. L’impostazione del servzio, almeno al momento, è prevalentemente rivolta agli studenti universitari, per gli spostamenti tra le sedi e i nodi del trasporto pubblico.


Bitride Bike sharing è dotato di una tecnologia sviluppata e brevettata da Zehus S.P.A che permette di risparmiare fino al 40% dell’energia richiesta da una bicicletta tradizionale senza dover mai ricaricare la batteria. Si tratta di una via di mezzo tra un normale sistema di potenza per bici elettriche ed una dinamo intelligente che sa immagazzinare in batteria l’energia della frenata e decide quando dare energia all’utente (partenza, salita) e quando toglierla (condizioni di pedalata ad alta cadenza).
Come si usa? Necessaria la registrazione e al costo minimo di € 2,00 l’utente potrà utilizzare il servizio di Bitride gratuitamente con un portafoglio virtuale pari a € 10,00 e 10 stelline equivalenti ad una corsa gratuita. Il credito virtuale sarà incrementato attraverso attività di gamification quali il parcheggio nelle aree contrassegnate da una stella o questionari di gradimento del servizio.


L’attenzione per il nuovo progetto, finanziato con 2,5 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon 2020 della Comunità Europea, è inoltre dovuto alla specificità dei due player che hanno collaborato alla sua definizione rendendo disponibili le proprie competenze: Vodafone Automotive e Zehus. Vodafone ha studiato e realizzato il servizio per la connettività IoT (Internet of Things), il sistema telematico e di analisi dei dati, abilitando la navigazione GPS, che consente di localizzare e prenotare una bicicletta disponibile.
Punto di forza e obiettivo culturale del servizio Bitride è la lotta al misuse e al vandalismo, problemi già riscontrati nei due operatori esistenti di free floating bike sharing. Il maltrattamento delle bici sarà registrato dai sensori a bordo veicolo e l’utente disincentivato ad usare il servizio. Al contrario, il buon utilizzo del servizio farà maturare dei crediti virtuali trasformabili in corse gratuite.
Anche al problema dei furti sarà data una risposta attraverso la localizzazione GPS che consentirà l’individuazione costante dei mezzi e la comunicazione con una centrale operativa di assistenza.
Una risposta questa alla compania di bike sharing GoBee Bike che lo scorso febbraio ha annunciato l’addio ai mercati europei a causa degli atti vandalici. Le biciclette verdi della startup di Hong Kong appese agli alberi, gettate nei fiumi o chiuse nei garage tra Firenze, Torino, Roma, Lille, Lione, Parigi e Bruxelles avrebbero dovuto provocare un inarrestabile effetto a cascata sugli altri operatori. Invece, per una piccola realtà che ha lasciato ce ne sono altre (i due colossi cinesi Ofo e Mobike, la startup di Singapore Obike e altre realtà emergenti) che non hanno alcuna intenzione di mollare un mercato in crescita.
In merito agli atti vandalici quello che sostengono gli operatori rimasti in Europa e in Italia è che si tratti di un fenomeno previsto ed economicamente sostenibile. Il bike sharing è in crescita un po’ ovunque, che sia a flusso libero o a stalli fissi, ed è previsto che supererà quota 5 miliardi di dollari nel 2020 crescendo a un ritmo del 20% annuo. L’Italia è il secondo mercato dopo la Cina per numero di veicoli a flusso libero messi su strada da Mobike, colosso cinese nato nel 2015 presente in quindici Paesi nel mondo.