Le città devono reinventarsi, per essere più green, per essere più pronte al “distanziamento sociale”, per la salute del cittadino. Le resistenze non mancano, ma bisogna provare a vivere la città su due ruote per saperla apprezzare al meglio. Certo c’è la necessità di strutturare le città e renderle più sicure per le biciclette se si vuole puntare su questo tipo di futuro. Sembra vederla in questo modo l’amministrazione di Cuneo che è diventata una città sperimentale sotto questo punto di vista, la prima città italiana dove pedoni e bici hanno precedenza su ogni tipo di mezzo a motore. Un nuovo sistema di mobilità post-covid, ne abbiamo parlato con l’assessore all’ambiente e alla mobilità della città Davide Dalmasso.

Cuneo ha una vocazione green e a due ruote nuova?

Abbiamo diverse iniziative in corso, sia per dare spazio alle persone che alle bici, ma anche con un occhio al commercio che ha sofferto tanto in questo periodo. Ci sono interventi emergenziali che abbiamo approntato e altri strutturali che stiamo portando avanti. Stiamo lavorando nel centro città con percorsi ciclabili delimitati ad esempio da fioriere per disincentivare l’uso e il parcheggio di auto.

Tra le iniziative la cancellazione di parcheggi, l’obbligo per auto e moto di andare a passo d’uomo, un maggior numero di arredi urbani, nuove piste ciclabili e zone con limite di velocità di 30 Km/h, incentivi economici a chi usa la bici per andare al lavoro o a scuola, nuovi parcheggi di cui uno di interscambio da 250 auto al posto dello storico locale Nuvolari. Ho dimenticato qualcosa?

Abbiamo tolto un centinaio di parcheggi blu con anche un danno economico per l’amministrazione di mancati introiti. Soluzioni provvisorie e sperimentali per cercare di ridare spazio alle persone, incentivare la mobilità dolce, sfruttare il cambio di mentalità portato dalla pandemia. Una proposta è quella di trasformare via Carlo Emanuele, che ogni giorno porta 15.000 veicoli, in strada per bici e pedoni. Verrebbero comunque garantiti gli accessi ai passi carrai, nonché i parcheggi disabili e quelli per il carico-scarico. E’ una sfida che speriamo venga apprezzata.

Cosa vi dicono i cittadini, qualche riscontro?

Preoccupazioni dei commercianti con i quali abbiamo un colloquio continuo, secondo noi però con più gente a piedi e in bici ne beneficeranno anche loro. Avremmo una città più vivibile e più utilizzata. Il problema più grosso è quello di trovare risorse per fare ciò che vorremmo. Ci sono nel piatto anche incentivi sottoforma di buoni culturali per il bike to school, o buoni da spendere nei negozi di vicinato per il bike to work. Vorremmo anche premiare quelle attività che optano per la consegna a domicilio in bicicletta.

Grossi cantieri che si stanno riattivando?

Abbiamo sempre in mente di garantire i collegamenti tra la città e le frazioni. Vogliamo migliorali, come l’accesso all’altipiano da chi proviene da fuori.

Amate la bici lo dimostrano anche azione passate come Progetto bici sicura e Cuneo bike experience.

Si il turismo in bici sottoforma di cicloturismo da noi è sentito, dobbiamo allargarlo anche alla città, combinando la visita al centro con quello al parco fluviale.

Così, noi di Viagginbici.com abbiamo dato un’occhiata a quali siano i percorsi bike dentro e fuori città e vi consigliamo … di leggere il nostro prossimo articolo.