Dovrebbe essere un esempio di come ripartire, evolversi e perché no, dare una mano. Dal maglificio sportivo Santini che ha sede nel bergamasco, arriva la notizia che la tecnologia dei tessuti utilizzati nella realizzazione dell’abbigliamento dedicato al ciclismo è stata ritenuta adatta anche a produrre dispositivi di protezione, come le mascherine, che come sapete, sono introvabili in questo periodo. Una fabbrica che si adegua ai tempi e dichiara di essere in grado di produrre mascherine protettive per aiutare ad affrontare l’emergenza Coronavirus, un modo per dare un contributo per combattere l’emergenza sanitaria che sta mettendo in ginocchio tutto il Paese e in particolare la zona del bergamasco.
Il tessuto che si andrebbe ad utilizzare è lo stesso che la ditta usa per confezionare i body da triathlon. Il tessuto si chiama Monica Acquazero by Sitip ed ha come caratteristica un trattamento anti acqua in grado di resistere a una decina di lavaggi ed è composto dal 78 per cento da poliestere e 22 per cento da Lycra. Inoltre le proprietà filtranti del tessuto molto fitto, unite alla capacità di tenere lontane le goccioline di umido, quindi non assorbendole, permette un elevato valore protettivo.

Il prototipo di mascherina prodotta settimana scorsa con questo tessuto non ha ottenuto la certificazione per uso sanitario dal Politecnico di Milano, ed è quindi stata classificata come mascherina filtrante ad uso singolo ed esclusivo della collettività (da utilizzare seguendo le altre indicazioni, il metro di distanza). Non adatta per intenderci ad uso ospedaliero. La Santini sta quindi lavorando questa settimana a dei nuovi prototipi che dovranno essere testati dal Politecnico di Milano.

L’obiettivo per Santini è quello di fornire le mascherine agli enti che le ordineranno a prezzo di costo e dando la precedenza alle strutture bergamasche che sono in grande affanno.

https://www.santinicustom.it

In foto Paola Santini, marketing manager,  con il primo prototipo con tessuto Sitip, e una foto di repertorio dove si vedono, da destra
Monica Santini, amministratore delegato, il fondatore cav. Pietro Santini e Paola Santini (credit BeardyMCBeard)