Adesso è sicuro: possiamo acquistare qualsiasi bici, anche ebike, con il vantaggio di vederci rimborsare fino a 500 euro. Come? Ve lo spieghiamo

Una certezza

Gli incentivi per l’acquisto di biciclette ci saranno; sono stati ufficializzati da uno dei numerosi punti di un mastodontico “Decreto Rilancio” che punta non solo a far ripartire un Paese duramente provato dallo shock sanitario, economico e psicologico del Covid-19, ma che proprio da una contingenza così drammatica e urgente può trovare l’occasione imperdibile per rilanciare quella mobilità sostenibile che negli ultimi anni ha prodotto più chiacchiere che fatti.

Strumenti e risorse potenti

Ora gli strumenti e le risorse ci sono: sì, perché il Decreto in oggetto rimodula – potenziandole – misure di sostegno già a suo tempo previste da una Legge dello scorso ottobre, finalizzata alla riduzione delle emissioni inquinanti. In particolare, gli incentivi per favorire la mobilità sostenibile in questo 2020 passano dai 70 milioni previsti lo scorso anno ai 120 previsti dal Decreto Rilancio. Il dispositivo peraltro conferma gli ulteriori stanziamenti per la mobilità sostenibile previsti per il triennio a seguire, rispettivamente di 55, 45 e 10 milioni.

Quando vale, a quanto ammonta, a chi è destinato

Il buono mobilità è già in vigore ed ha anche validità retroattiva a partire dallo scorso 4 maggio, ossia dall’entrata in vigore del DPCM del 26 aprile, e sarà valido fino al prossimo 31 dicembre. Potranno usufruirne individui maggiorenni, residenti in comuni con popolazione superiore ai 50000 abitanti, ovvero nei capoluoghi di regione o nelle città metropolitane. I residenti in piccoli centri o anche in molte province saranno esclusi, è vero, ma se così accade è solo perché il nuovo dispositivo di Legge è collegato appunto alle indicazioni normative del Decreto dello scorso 2019, finalizzate a ridurre le emissioni inquinanti nei grandi centri. La consistenza del buono mobilità è pari al 60 per cento della spesa sostenuta e in ogni caso non può superare i 500 euro. Tradotto in numeri, la convenienza maggiore può essere quella di acquistare una bici di 8, 900 euro (835 euro per l’esattezza), perché in questo caso il valore del buono sarà massimo rispetto al costo reale. Se, invece, si acquista una bici da 2000 euro, il bonus che si ottiene sarà comunque di 500 euro.

Come sarà erogato il buono bici

Al momento di scrivere le modalità per l’erogazione dell’incentivo ancora non sono state rese note nei dettagli. Quel che è certo è che – come ci ha spiegato il Direttore del settore Ciclo di ANCMA Piero Nigrelli – «non sarà il rivenditore a farsi carico dello sconto. L’incentivo sarà erogato soltanto dopo la compilazione da parte dell’acquirente in possesso di regolare fattura di acquisto e dei requisiti richiesti di un apposito modulo presso il Ministero dell’Ambiente». Il modulo sarà disponibile a breve.

Incentivi per biciclette e non solo

Quel che più conta, però, in questo momento, è quel che il Governo promette di fare per questo sfortunato 2020: il tanto atteso incentivo si chiama “Buono mobilità”, ed oltre alle biciclette – sia quelle elettriche, sia quelle “muscolari” – riguarda anche l’acquisto di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, come ad esempio segway, hoverboard, monopattini e monowheel.

Si può cumulare? 

Il Buono Mobilità  è cumulabile, solo in questo caso: per tutti coloro che nel periodo “1 gennaio 2020 – 31 dicembre 2021” decidono di rottamare autoveicoli o motoveicoli inquinanti, ricevendo in tal senso un buono rispettivamente di 1500 e 500 euro. In questo caso il buono è valido per tre anni dalla data di vendita del veicolo inquinante e può essere destinato anche all’acquisto di biciclette a pedalata assistita e muscolari, e di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica. Non solo, nella fattispecie il buono è estendibile anche a favore di persone conviventi.

E le infrastrutture ciclabili?

Ancor più importanti degli incentivi sono poi tutte le misure intraprese a sostegno della mobilità urbana sostenibile. Sappiamo bene che oltre alle biciclette, sono più che altro le infrastrutture viarie ad essere il principale asset su cui fondare una vera rivoluzione “green” della mobilità urbana. È in questo senso che ai finanziamenti già in essere destinati “al progetto per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie riservate per il trasporto pubblico locale”, a tutto questo l’ultimo Decreto Legge aggiunge “il finanziamento di progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma anche di piste ciclabili, in aggiunta o in alternativa a quelli relativi alle corsie riservate per il trasporto pubblico locale”.

Negli incroci arriva la “casa avanzata”

Interessante in questo senso è la codifica della cosiddetta “Casa Avanzata”, ovvero di una linea di arresto per biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto destinata a tutti gli altri veicoli. La Casa avanzata potrà essere realizzata su strade con velocità consentita fino a 50 km/h e dovrà esser posta a una distanza pari almeno a tre metri rispetto alla linea di arresto dedicata ai veicoli a motore. L’area che la delimita sarà accessibile attraverso una corsia di lunghezza di almeno 5 metri e sarà situata sul lato destro della carreggiata, in prossimità dell’intersezione.