C’era una volta un mondo nel quale tutti o quasi andavamo a scuola a piedi o in bicicletta (o con i mezzi pubblici). Cosa è successo? Le automobili si sono impossessate delle città e le hanno trasformate in luoghi inquinati, pericolosi e non più a misura di persone e bambini. Si può tornare indietro? La risposta è sì si deve, è necessario. A questo proposito una cosa buona è stata varata dal Parlamento: una norma (l’art.5) all’interno del collegato ambientale che stanzia fondi (35milioni di euro) per progetti che incentivino la mobilità sostenibile casa scuola e casa lavoro. Finalmente! Ma non fa solo questo. “L’articolo 5 istituisce all’interno delle Scuole una figura chiamata mobility manager -spiega il Sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani –che dovrà studiare, pianificare e redigere un piano affinchè gli alunni possano essere messi nelle condizioni di andare a scuola a piedi o in bicicletta organizzando dei bicibus o dei piedibus a seconda delle distanze da coprire”.

Possibile che accada? In alcune città come ad esempio Venezia(Mestre) e Reggio Emilia è una realtà. In quest’ultima il 50% degli alunni va a scuola con mezzi sostenibili. Il sistema funziona è rodato e pronto per poter essere esportato ovunque. Certo in tutta Italia i Comuni e gli amministratori dovranno intervenire drasticamente nel trasformare la rete infrastrutturale per renderla bike friendly e sicura. Il primo e più efficace intervento dovrà essere la riduzione della velocità nei centri urbani: è statisticamente dimostrato che dove i limiti si abbassano diminuisce il numero degli incidenti e la loro gravità.

 

Velocità di collisione Probabilità di decesso
80 Km/h 100%
60 Km/h 85%
40 Km/h 30%
20 Km/h 10%

 

 

Non occorrono piste ciclabili laddove i limiti di velocità si abbassano a 30 o 20 km orari. Va da se che le automobili siano fortemente disincentivate a favore delle biciclette.

Perché la svolta sia significativa sarà necessario che le città siano governate da amministratori illuminati, capaci di capire che interventi posti in essere oggi possono incidere sul futuro e il benessere della popolazione nel medio e lungo termine. Ecco dunque che se oggi gli spazi sono a beneficio dell’automobile dovranno via via essere a beneficio delle persone e dei bambini. Se nell’arco di quest’anno andranno in porto i co-finanziamenti dei progetti previsti dal collegato ambientale avremo fatto un balzo in avanti, verso città a misura di famiglie.

Non avremo più persone del Nord Europa che si stupiscono perché accompagniamo a scuola i nostri figli magari persino con l’auto, mentre loro, nel gelido nord è dagli anni ‘70 che sono organizzati con bicibus e piedibus!

 

Ludovica Casellati