6au6CWw_e4Rxttm5Za4BrVaU15qAgSA0fM4dKSEWvEg-minRossa, azzurra, verde, gialla, lilla. Aprendo la mappa di Pesaro i serpentoni colorati delle linee bicipolitane mostrano una città che ha fatto all-in sulla mobilità sostenibile. Tutto il sistema gira attorno alle due ruote, con una metropolitana di superficie dove le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze sono sostituite da biciclette. Una storia di successo e lungimiranza, resa possibile anche dalla visione di uomo che ha amato e vissuto gioie e dolori del ciclismo, quell’Umberto Cardinali a cui la pista è stata intitolata.

 All’Italian Green Road Award, il primo premio italiano delle vie verdi ideato da Viagginbici.com in collaborazione con Cosmobike Show (11-14 Settembre Verona) le Marche hanno candidato proprio l’itinerario ciclabile Cardinali. Quest’ultimo è stato realizzato lungo l’argine del fiume Foglia nel 2011. È parte della linea 3 – quella verde – della Bicipolitana pesarese, una rete ben strutturata di ciclovie che negli ultimi anni è in progressiva attuazione, collegando quartieri, centro storico e la zona mare per 80 chilometri complessivi. All’interno della Bicipolitana la pista Cardinali è il percorso con il maggior carattere naturalistico e paesaggistico, con un’innata essenza cicloturistica.

La via verde inizia sul ponte Vecchio, nel centro storico di Pesaro, e termina nell’area naturalistica del “Galoppatoio”, a monte del fiume Foglia, sede delle Giacche Verdi. Il tratto Cardinali è un itinerario ciclopedonale di quasi 6 chilometri e una larghezza tra 2,5 e 3 metri, con panchine, fontane d’acqua e un’area didattica e di ristoro. L’argine rimesso a nuovo permette a cittadini e turisti di riscoprire un’area in precedenza quasi inaccessibile, ideale per passeggiate e pedalate nel tempo libero. Il tragitto ha una segnaletica dettagliata, contestualizzata in una visione complessiva e coerente, non solo della Bicipolitana, ma anche dei percorsi ciclabili che interseca. Non macano neppure cartelli che descrivono flora e fauna. L’idea di mutuare il linguaggio grafico tipico delle metro di grandi città è originale e facile da riconoscere.

Questo tragitto riesce a mettere in relazione le diverse centralità urbane e si raccorda in maniera organica agli altri itinerari esistenti per migliorare le interazioni tra quartieri, garantire il miglioramento della sicurezza e della qualità urbana, creare un sistema articolato e continuo di percorsi in un’ottica sostenibile. Un’altra (buona) idea di città che nasce dalla volontà di un saggio centenario, Umberto Cardinali, ciclista appassionato e imprenditore illuminato. Fu il primo pesarese a correre il Giro d’Italia, nel 1928. Lo fece per quattro volte, da indipendente, dormendo in case private o nei pagliai, per poi rimanere nel mondo della bicicletta usando mani e spirito d’impresa nella sua azienda, la Cicli Adriatici. È stato per i suoi 100 anni, poco prima di andarsene, che ha voluto regalare alla città un pezzo di strada da percorrere con la sua amata bicicletta.

In un contesto tra città e natura, viaggiare a Pesaro significa muoversi tra quartieri residenziali e commerciali, aree verdi, zone agricole, parchi urbani e, naturalmente, il mare. La struttura Bicipolitana sembra un segnale chiaro anche per cittadini e lavoratori: un sistema concreto per disincentivare l’uso dei motori e pensare all’intermodalità tra mezzi di trasporto a impatto ambientale zero, offrendo anche ai pendolari una via alternativa per raggiungere l’ufficio. A coronamento della sana mobilità pesarese c’è pure il sistema urbano di bike sharing, “C’entro in bici”, con otto postazioni utilizzabili dalle 7.30 alle 24.