La storia di Milano sarebbe molto diversa da quella che conosciamo, se la città e la sua provincia non fossero così legati a quel groviglio d’acque, canali, fiumi, torrenti e rogge che si dipanano come una ragnatela fra il centro della città e le campagne intorno. Dopo la razionalizzazione di canali e fossi, a tutt’oggi, in provincia di Milano scorrono ben 370 km di corsi d’acqua. E’ proprio da questa capillare rete d’irrigazione che trae linfa il paesaggio del Parco Agricolo Sud Milano che insieme ai Navigli farà da sfondo al nostro percorso di circa 40 km. Descrizione completa e traccia GPS

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SI PARTE!

La partenza è da piazza XXIV maggio, l’ampio spazio recentemente ristrutturato che si affaccia sulla Darsena. Questa fino al 31 marzo del 1979 era stata lo storico porto di Milano, uno dei più importanti scali merce d’Italia, dove oltre alle derrate alimentari che giungevano in città dalla campagna, approdavano barconi carichi di sabbia che ammucchiata lungo le rive, aveva suggerito ai vecchi Milanesi il soprannome della zona ancora in uso: I SABBIONI.

 

 

barcone ormeggiato alla darsena di Milano

PER UN PO’ SU STRADA….

Il nostro percorso, costeggiando il Naviglio che scorre sulla destra, si snoda lungo l’Alzaia Pavese, dove, fino a Milanofiori, sussiste traffico automobilistico cui occorre prestare particolare attenzione. Prima tappa la Chiusa, denominata della Conchetta per il poco spazio concesso alle manovre, poi, superato l’attraversamento di via Tibaldi si prosegue lasciandosi alle spalle il cavalcavia Schiavoni. Dopo un paio di chilometri ecco apparire la CONCA FALLATA, così chiamata perché l’abbandono dei lavori aveva reso vano l’utilizzo del Naviglio. Fallata significa infatti sbagliata, ma con una accezione beffarda…

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…..INIZIA LA CICLABILE

Pedalando per altri 3 km, circa 7 dalla partenza, si giunge alle spalle di Milanofiori e dei suoi centri commerciali. Qui inizia il percorso dedicato alle biciclette, in esclusiva. Prima di passare sotto al ponte della tangenziale, in una piccola area attrezzata, è possibile scorgere nutrie o conigli selvatici intenti a consumare il loro pasto quotidiano. Il ponte sembra costituire il confine virtuale tra Milano e la sua campagna, superatolo, avremo la sensazione che il mondo cittadino si sia chiuso alle nostre spalle. Di lì a poco arriviamo a Rozzano, dove possiamo ammirare un ricco sistema di chiuse e una cascata cristallina. Se c’è un alito di vento, il vapore sollevato dalle acque ci darà una piacevole sensazione di fresco. Accanto alla chiusa, un po’ discosto tra la Statale dei Giovi e il Naviglio Pavese, c’è un vecchio edificio abbandonato, in realtà un pezzo di archeologia industriale, tra i più importanti.

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Si tratta infatti di una testimonianza dell’ industria milanese dei primi del Novecento, lo stabilimento, in disuso ormai da cinquant’ anni, della Société Anonyme Filatures De Schappe, azienda di nazionalità francese, specializzata nella lavorazione della seta, che a Rozzano nel 1907 aveva inaugurato l’unica filiale italiana. I macchinari erano alimentati da una piccola centrale idroelettrica che sfruttava la chiusa del Naviglio e la sua cascata. A lavorare nella florida attività negli anni Venti erano più di 800 persone.

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FILANDE, ORTI E CAMPI

Superata la filanda, nell’arco di 2 o 3 km incrociamo Moirago e poi sfioriamo Zibido, senza attraversare il paese di cui in realtà non si nota nemmeno il cartello. Man mano che proseguiamo a pedalare lungo la ciclabile che scorre dritta sul lato destro del Naviglio, notiamo che le abitazioni si faranno sempre più rare, sostituite da orti prima e da campi poi. Lungo la riva, pescatori pazienti sono in attesa di vedere la canna incurvarsi e il pesce abboccare.

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Ludovica Casellati