Lungo la dorsale Tevere dal centro alla periferia sud

Il terzo tour dei murales romani parte dal centro, vestendo la sua veste migliore, quella del passo lento e solenne del Tevere: come una passerella, infatti, la pista ciclabile sui suoi argini ci accompagna nel cuore della città santa, pedalando sotto i suoi ponti di marmo bianco alla scoperta della street art nascosta qua e là sui suoi muri.

A proposito di street art: se ci incamminiamo da Ponte Milvio in direzione del mare, possiamo subito notare la differenza tra scritte sui muri e arte di strada.

I murales del Lungotevere

Gli argini del fiume presentano abbondanti esempi di entrambe le cose: sia segni di vernice usciti distrattamente dalle bombolette per esprimere pensieri o dediche d’amore, che vere e proprie opere d’arte realizzate secondo un concetto spesso originale.

È questo il caso dei vari ritratti di Pasolini dell’artista francese Ernest Pignon-Ernest, che ha ritratto il poeta, regista e pensatore friulano nell’atto di sorreggere sé stesso morto, nella postura della Pietà di Michelangelo. Queste opere sono disseminate nei luoghi significativi degli anni romani di Pasolini, quasi a testimonianza del suo passaggio e a monito della sua fine: il lungotevere, il Pigneto, Monteverde, Testaccio.

I murales di William Kentridge

Ma un ciclo di opere ben più imponente si appresta a lasciarci senza parole: proseguendo lungo la dorsale Tevere, troviamo un enorme arazzo nero su bianco a decorare l’argine destro, “Triumphs and Laments” di William Kentridge. Il ciclo di murales raffigura la storia di Roma dalla sua fondazione all’Impero, illustrando fatti e personaggi in stile monumentale, e ha una caratteristica singolare: i disegni sono stati ottenuti semplicemente ripulendo le parti bianche e lasciando lo scuro di inquinamento, sporcizia e residui del fiume che negli anni hanno annerito il muro, rendendo così l’opera d’arte volutamente effimera sin dalla sua concezione. Un gesto di denuncia dell’artista sudafricano, o una semplice provocazione?

Proseguendo nel nostro giro verso sud, vediamo scorrere in sella alla nostra bici tutte le meraviglie dell’età imperiale e papalina dal basso del fiume: qui i rumori del traffico sono attutiti e Roma sembra davvero quella di un secolo fa. Uscendo dal centro sempre seguendo il fiume e la ciclabile, passiamo sotto Trastevere, Testaccio e la zona del porto fluviale, e da qui ci addentriamo nella periferia sud della Capitale: qualche km dopo il Ponte dell’Industria, la corsia ciclabile sale di nuovo al livello della strada e costeggia via della Magliana.

Tra la Magliana e il Trullo

La Magliana e il Trullo sono due ex-borgate, che nei decenni passati hanno conosciuto degrado e criminalità e, successivamente, una serie di opere di riqualificazione, spesso dal basso, che hanno saputo valorizzare il loro tessuto sociale popolare in relazione alla vivacità e creatività che anima questi quartieri. A proposito di vivacità, occhio al modo in cui si guida su queste strade, ché la ciclabile l’abbiamo lasciata sul Tevere e la crescita di queste strade è stata disordinata e pensata soltanto in ottica motoristica.

È il caso dei Poeti del Trullo, collettivo di rimatori e street artist in salsa romanesca, che regalano pillole di saggezza e di filosofia spicciola sui muri della pittoresca borgata. E così il cemento o l’intonaco cadente di abitazioni un tempo fatiscenti si veste di colori pastello, e torna vivo per raccontare una storia, un pensiero, o semplicemente donare un’immagine.

Proseguendo su via del Trullo notiamo come le case popolari abbiano acquistato un nuovo fascino e nuova dignità, impreziosite di quegli affreschi di periferia.

E anche l’isolato del Centro Sociale “Il Faro”, con le sue tinte sgargianti, testimonia la volontà degli abitanti di questa zona di vivere in maniera alternativa ai quartieri dormitorio, alle colate di cemento e ai fiumi di automobili. E la bicicletta, ancora una volta, è il mezzo ideale per (ri)scoprire questa dimensione a misura d’uomo.

  • distanza: 23 km
  • dislivello: 117 m
  • fondo stradale: asfalto (pista ciclabile 70%, strada condivisa col traffico 30%)
  • inizio: Ponte Milvio
  • fine: Capolinea linea tram 8 Casaletto / Stazione Trastevere