«Mangiamo almeno due volte al giorno. Farlo bene, con intelligenza, anziché male, ci costa nulla». Sagge parole – e attualissime – quelle di Gino Veronelli, che alla cucina italiana ha dato e insegnato molto. «In più: ne guadagnamo l’allegria e la salute; ed anche la linea», scriveva l’enogastronomo nella sua mitica rubrica Pan’e Vino.

Ma soffermiamoci sulle parole per un secondo. Cosa significa mangiare con intelligenza? Sicuramente non strafare. Est modus in rebus, ce l’ha tramandato Orazio, no? Sicuramente seguire le stagioni più che affidarsi ai soliti specchietti per le allodole (al bando la freezer-dipendenza e le fragole a dicembre). Sicuramente associare un pasto equilibrato al vino giusto (il bicchiere, non la bottiglia).

Esposti i pochi principi passepartout dell’allegro mangiatore, l’abicì della felicità a tavola, veniamo all’estate. E alla voglia di mare da quando si esce per andare in ufficio, al caldo afoso e alle maglie che si appiccicano, al bisogno insaziabile di liquidi e verdura. Peccato, le ferie d’agosto durano sempre troppo poco, ma l’àncora di salvezza può stare in pochi semplici gesti.

Numero uno: dopo la colazione non dimenticare di mettere nel frigo la bottiglia di pinot bianco per la ricetta della cena. Sull’etichetta probabilmente, oltre a dirvi che viene dall’Alto Adige, che è “fresco e fruttato, di colore giallo verdognolo con leggero profumo di mela e sapore pieno”, vi daranno anche l’informazione pratica più utile: va servito a 10-12 gradi.

Numero due: lista della spesa. Ipotizziamo che siate in tre. Vi servono un bel pomodoro, 300 grammi di misto di pesce, una quindicina di fiori di zucchina, aglio, basilico e 250 grammi di pasta a piacere (i vermicelli sono collaudati). Più mezzo bicchiere del famoso pinot di cui sopra.

Numero tre: la prova costume è acqua passata, e un rinfrescante gelato al limone è nemico della cellulite quanto uno zampirone delle zanzare (se mangiate all’aperto meglio metterlo nella lista).

PREPARAZIONE

Due fuochi: uno per la pasta, l’altro per la padella in cui far soffriggere uno spicchio d’aglio con dell’olio extravergine d’oliva.

Aggiungiamo il misto di pesce e nel frattempo tagliamo il pomodoro a dadi.

Per avere dei fiori di zucchina succulenti bisogna togliere il pistillo (attenzione, è amaro) e sbollentarli nella pentola dove sobbolle l’acqua della pasta. Due minuti appena e sono pronti per essere sminuzzati.

Ora potete sfumare il pesce con il mezzo bicchiere di pinot, alzare la fiamma finché non evapora buona parte del liquido, e finalmente adagiarvi i pomodori a cubetti e mescolare.

Affogate i vermicelli nell’acqua (un delitto per legittima difesa se in ufficio avete pranzato con un panino al volo). Incorporate al sugo di pesce i fiori di zucchina e il basilico tritato.

Spadellate la pasta e godetevi l’estate. Sulla vostra tavola avete il mare, la terra e pure i fiori, what else?

20150701_132852