È l’unica tra le grandi manifestazioni cicloturistiche dai grandi numeri ad essere confermata in questo maledetto 2020 del Covid-19, è l’unica ad essere stata risparmiata dagli annullamenti obbligati cui hanno dovuto sottostare eventi amatoriali simbolo che si chiamano Nove Colli, Maratona delle Dolomiti e Granfondo Gimondi, giusto per citare le più famose. L’Eroica no: la famosa manifestazione per bici d’epoca che da 24 anni si svolge la prima domenica di ottobre nel Chianti si farà anche quest’anno.

Per quest’anno scordiamoci situazioni di questo tipo. Ma forse sarà anche più bello – Foto P. Martelli

Vuoi per la sua collocazione avanzata nel calendario, ma soprattutto vuoi per il suo formato davvero cicloturistico e con partenza “alla francese”, l’Eroica edizione XXIV è confermata: gli organizzatori hanno ufficializzato il suo svolgimento qualche giorno fa, più o meno tre mesi prima di un evento che, causa Coronavirus, quest’anno non potrà che sottostare alle normative e le linee guida del momento e di conseguenza proporre una formula particolare.

Ecco, allora, che al posto del tradizionale svolgimento in una data unica, appunto la prima domenica di ottobre, L’Eroica si sdoppia, si disputerà in due giorni, sabato 3 e domenica 4 ottobre, con i partecipanti che per evitare il più possibile gli assembramenti saranno divisi in due gruppi che avranno la possibilità di scegliere se pedalare il sabato oppure la domenica e di farlo scegliendo come al solito tra i cinque tracciati disponibili.

Per la prima volta quest’anno i partecipanti saranno divisi in due gruppi – Foto P. Martelli

Di tutto questo abbiamo parlato con Giancarlo Brocci, l’ideatore della “regina” tra le ciclostoriche, lui che più che essere padrone de “L’Eroica” (e da quattro anni formalmente non lo è più) si considera più che altro il primo sostenitore di quello “spirito eroico” che di sicuro tornerà ad essere grande protagonista anche il prossimo primo fine settimana di ottobre.

Giancarlo Brocci, ideatore de L’Eroica – Foto P. Martelli

Che soddisfazione c’è, ad essere l’unico grande evento cicloturistico di massa ad essere confermato in questo 2020?

«Saremo gli unici, e si spera anche di essere i migliori. Noi stiamo lavorando duramente per farla, più che altro perché lo dobbiamo al nostro popolo, il popolo de L’Eroica, quello dei tanti che per un anno intero aspettano quella che io chiamo “la settimana santa” che precede l’evento. La volontà di farla è più che altro una forma di rispetto verso tutta questa gente, non è certo per un discorso economico, perché in questo senso potremmo anche permetterci di annullare tutto».

“La bellezza della fatica e il gusto dell’impresa”: è il modo migliore per esprimere L’Eroica – Foto P. Martelli

Annullando l’edizione non perdereste tutte le quote di iscrizione già pervenute?

«Tutt’altro. Formalmente potremmo anche non restituire i soldi a chi si era già iscritto (questo è quel che recita il regolamento degli eventi amatoriali in caso di annullamento per cause di forza maggiore, ndr) e tenere un incasso che è già stato acquisito. Ovviamente noi abbiamo preferito dare l’opportunità e la possibilità a tutti quelli che lo volessero di congelare la tassa d’iscrizione versata per quest’anno e conservarla per il 2021. Ma prima di tutto questo noi mettiamo la passione della gente, ci sentiamo rappresentativi di una comunità eroica verso la quale stiamo facendo di tutto per garantire l’evento anche il prossimo ottobre».

Lo spirito di Eroica è tutto nel fascino di quella che non è una semplice impresa sportiva, ma un vero e proprio stile di vita – Foto P. Martelli

Che “Eroica” sarà quella dei prossimi 3 e 4 ottobre?

«Dovremo affrontare moltissimi problemi, questo è ovvio. Più che altro sarà delicato gestire l’organizzazione qui a Gaiole in Chianti (zona di partenza e di arrivo de L’Eroica, ndr). Il nostro sindaco è preoccupato perché evidentemente non sarà facile rispettare tutte le normative del momento. E in più non tutta la comunità locale è d’accordo con lo svolgimento. Quel che abbiamo attentamente valutato, però, è che nonostante le tante normative, le condizioni per svolgere una manifestazione cicloturistica come L’Eroica ci sono. Per arrivare a questo abbiamo ritenuto opportuno dividere L’Eroica in due giorni, smembrando e dividendo in due l’evento. Il nostro sforzo organizzativo in questo momento è lavorare il più possibile perché non ci siano assembramenti. Sempre per questo motivo la scheda tecnica con il numero e il foglio di viaggio saranno spediti per posta. Il pacco gara no, quello si ritirerà sempre qui a Gaiole, nel rispetto delle regole di distanziamento».

Numero e foglio di viaggio saranno spediti per posta – Foto P. Martelli

Ovviamente niente ristori …

«Non proprio, i ristori ci saranno, ma saranno ristori nei termini, con cibi monodose distribuiti di sicuro da personale che per quel giorno sarà munito di guanti e mascherina. Di sicuro non ci sarà il pasta party all’arrivo, sostituito da un panino.

È ovvio che tutto quel che sto dicendo può essere suscettibile di modifiche. Se, per ipotesi, tra qualche settimana l’indicazione dagli enti preposti sarà che il Covid-19 non gira più, nulla vieta che si possa ritornare alle condizioni di svolgimento abituali, o meglio a qualcosa molto simile a questo».

Lo stesso vale in senso opposto, ovvero se dovesse esserci una recrudescenza del virus?

«Certo, chiaro. In questo caso siamo sempre pronti a studiare una soluzione alternativa. Nulla ci potrebbe vietare, ad esempio di pensare a una partenza ancor più scaglionata di quella classica “alla francese”, ovvero a una partenza scaglionata sia nei tempi che nella distanza, predisponendo ad esempio una porzione di percorso più lunga dalla quale ognuno potrà prendere ufficialmente il via, limitando ancor più gli assembramenti. Quel che è certo, anche nella più ottimistica delle situazioni, è che quella 202o sarà un’edizione Covid de l’Eroica.

Lunghezza e varietà dei tracciati “eroici” permettono di distanziare bene i partecipanti sul percorso. Più difficile è gestire partenza e ristori – Foto P. Martelli

Durante questi mesi avete mai pensato ad annullare definitivamente L’Eroica 2020?

«Posso garantirtelo: non ci è mai venuto in mente di farlo. Posso garantirtelo per conto di tutti quelli con cui ho parlato in questi mesi. Ci siamo sempre detti “faremo di tutto per farla, nel grande rispetto delle regole”. Credo che con le regole date e chiare, con il senso civico e soprattutto con il grande rispetto verso il prossimo che contraddistingue la comunità de L’Eroica, noi ci sentiamo assolutamente tra quelli che ci devono provare».

Chissà, magari con gente “spalmata” sul percorso per due giorni verrà fuori anche un’“Eroica” più affascinante, no?

«Chi può dirlo? Potrebbe essere. Magari da questo punto di vista accontenteremo i tanti che mi dicono che L’Eroica era ancora più bella tanti anni fa, quando c’era meno gente. Si sa, dai momenti di crisi possono venire delle opportunità o delle idee per il futuro, e chi può dirlo che non sia proprio questo il caso?».

Chissà, quella 2020 potrebbe essere L’Eroica della nuova era. Ma avrà sempre lo spirito che ha contraddistinto i suoi “pionieri” – Foto P. Martelli

La prossima sarà un’ “Eroica” di soli partecipanti italiani?

«Credo che sarà soprattutto degli italiani, ma non solo di questi. La maggior parte di coloro che tradizionalmente vengono da fuori Europa non verrà, questo è logico. Ma ci saranno comunque tanti europei, credo prima di tutto tedeschi. Ma ad oggi è impossibile fare previsioni in questo senso».

Il più illustre dei tedeschi affezionati de L’Eroica: Zabel. Ci sarai anche quest’anno Erik? – Foto P. Martelli

Cosa vuole raccomandare, Brocci, a chi i 3 e 4 ottobre prossimi parteciperà a L’Eroica?

«Mi sento di dire loro poco, perché chi viene a L’Eroica è già per modo di dire “raccomandato”. Chi viene è già pronto a vivere con grande civiltà l’evento, l’ambiente e tutti coloro che lo accoglieranno. Questa è la fantastica certezza che ho su tutti i partecipanti de L’Eroica, una manifestazione che soprattutto quest’anno potrà rappresentare un modello di evento per tutto il mondo».