Vestirsi a strati o “a cipolla”, coprire mani e soprattutto piedi perché durante la pedalata sono le parti del corpo meno coinvolte nell’esercizio fisico, tenere adeguatamente calda la testa con un sottocasco: sì, probabilmente anche se siete neofiti della bicicletta o se al ciclismo vi siete avvicinati da poco, avrete sentito tante volte raccomandazioni simili se si parla di abbigliamento per pedalare nella stagione fredda. Ma come metterle in pratica nel dettaglio? Quali gli accessori più adatti da utilizzare? E ancora: come vanno scelti ed eventualmente abbinati assieme i vari capi, quali gli errori da evitare?

Spessore uguale calore? Sbagliato!

Lo andiamo a scoprire non prima di aver fatto due raccomandazioni. La prima: sia che si parli di pantaloni, di guanti o di giubbini, sgombrate la vostra testa dal luogo comune che vuole le proprietà termiche di un capo invernale per bicicletta direttamente proporzionali allo spessore del tessuto usato e al suo ingombro. Questo è solo un retaggio dei capi di qualche anno fa, rimpiazzati oggi da materiali e tecnologie di livello superiore, che danno il massimo in quanto a prestazioni termiche con il minimo ingombro possibile, e di conseguenza con la massima libertà concessa ai movimenti.

I capi invernali moderni sono molto più snelli e “fit” rispetto a quelli che si usavano dieci, quindici anni fa e nella maggior parte dei casi si possono avere grandi proprietà di isolamento termico anche con tessuti molto sottili, che apparentemente potrebbero sembrare più leggeri. La seconda raccomandazione che facciamo è “di servizio”: in questa occasione ci occupiamo di capi e accessori invernali dedicati al ciclismo su strada e al cicloturismo (sempre su asfalto), rimandando alla prossima “puntata” il vestiario invernale per il settore mountain bike e urban.

Intimo, il segreto è accoppiarlo bene

Iniziamo dall’intimo: la scelta della maglia intima da indossare in inverno è strettamente legata al capo che a quella maglia si va ad abbinare, ovverosia il giubbino ed eventualmente l’ulteriore capo smanicato che si aggiunge al giubbino. Questo significa che, se si utilizza un giubbino con elevate caratteristiche di protezione dal freddo, nulla vieta di indossare, magari in giornate invernali non particolarmente rigide, maglie intime estive, di quelle a maniche corte e con tessuto che ha solo proprietà traspiranti e non termiche (come invece accade per le maglie intime invernali). Il taglio delle maglie intime invernali è quasi sempre a manica lunga, mentre il collo può essere basso o alto; esistono inoltre pratiche maglie intime a maniche lunghe con cappuccio integrato, che funziona da sottocasco e che protegge anche il collo.

….e ricordare i consigli della nonna

Esistono vari tipi di materiali per l’intimo da ciclismo e negli ultimi anni l’evoluzione dei tessuti è stata una delle priorità delle aziende di abbigliamento tecnico. Le moderne tecniche di filatura hanno permesso di riscoprire la lana merino una qualità particolarmente pregiata di lana, ricavata dal vello dell’omonima razza di pecore. La lana merino si distingue perché più sottile, morbida e confortevole a contatto con la pelle, ma anche perché è costituita da fibre molto arricciate (quindi trattiene meglio il calore, proteggendo sia dal freddo che dal caldo intenso).

Gli intimi di lana merino sono sviluppati per il massimo fit e confort per le attività a intenso sforzo fisico, forniscono un confort senza eguali e permettono non solo di isolare il corpo dal freddo e dal caldo ma sopratutto hanno una notevole resa sulla pelle perchè il materiale non si inzuppa e si asciuga senza lasciare umidità sul corpo.

Molte le aziende che producono capi di questo tipo come Q36.5, Rewoolution, Isadore, Castelli.

Maurizio Coccia