Di caschi da ciclismo ne esistono per tutti i gusti e per tutte le discipline: quelli per il ciclismo da strada o per il mountain-biking, per le biciclette urban o per la downhill. I caschi moderni sono sicuri e leggeri, sono ventilati e si possono regolare perfettamente sulla propria testa. Appunto: oltre che dal modello giusto, l’utilizzo corretto di un casco inizia proprio qui, nel saperlo indossare come si deve.

Tecnologia avanzata

I caschi attuali sono provvisti di tecnologie avanzate sia per quel che riguarda il sistema di protezione, sia per il sistema di regolazione. Se un tempo indossare un casco significava stringere semplicemente il laccetto sottogola, oggi si può fare riferimento a una serie di micromeccanismi in grado addirittura di modificare la pressione esercitata su tutta la circonferenza della scatola cranica o di adattare quel modello alla specifica anatomia dell’utilizzatore. Si tratta di regolazioni fini, insomma, ma che in realtà poco valgono se prima non si è indovinata la giusta taglia del casco …

Scegliere la giusta taglia

Il livello qualitativo di un casco si valuta anche dalla disponibilità di taglie utili: in certi casi – pochi a dire il vero – le misure disponibili sono addirittura quattro, ma non sono rari i casi di modelli pensati con una misura unica, che poi si adatta ai vari utilizzatori attraverso il sistema di regolazione interno. Questi ultimi sono in genere modelli di primo prezzo. A livello indicativo, già i modelli con tre taglie disponibili assicurano la perfetta rispondenza alle diverse caratteristiche dimensionali e anatomiche degli utilizzatori. Come capire qual è la taglia giusta? Prima di tutto affidandovi al vostro valore di girotesta, ossia il perimetro del cranio misurato ad una altezza che corrisponde la parte alta della fronte. Quel valore deve rientrare nell’intervallo nominale che garantisce la taglia del casco: sui modelli di buon livello qualitativo generalmente questo intervallo va dai 4 ai 6 centimetri. Attenzione: mai scegliere taglie di casco che corrispondono il nostro girotesta ai limiti del loro intervallo dimensionale. Per fare un esempio: se abbiamo una circonferenza 58 centimetri mai scegliere un casco con intervallo dimensionale “54-58” cm, perché sicuramente quel modello sarà troppo “preciso” per la nostra testa. Meglio scegliere la taglia successiva, che non a caso ha un intervallo che si sovrappone al precedente (potrebbe essere “56-60” cm). Insomma, è sempre consigliabile considerare un centimetro in eccesso o in difetto.

La prova

Passiamo alla prova nell’indossare il casco: quando indossato in negozio il casco non deve mai essere troppo aderente sulla calotta. La sensazione che si deve percepire, una volta addosso, è che la sua calotta in materiale espanso assicuri una certa libertà di movimento lungo la calotta cranica. Questa prova deve essere effettuata con il sistema di regolazione tutto lento: se, in questa situazione, si percepisce la pressione di alcune porzioni della calotta in espanso sulla pelle, sicuramente la taglia è troppo piccola. Al contrario, se un volta indossato il margine anteriore del casco avvicina troppo le sopracciglia e la libertà di movimento concessa al casco è ampia (soprattutto in senso laterale), allora quella taglia è certamente troppo grande. Altra raccomandazione: non assumete l’indicazione di taglia come criterio univoco di scelta dell’accessorio: a parità di taglia nominale, infatti, spesso molte marche produttrici hanno una forma interna della calotta differente, per questo il responso migliore è sempre quello che vi darà la concreta prova effettuata con il criterio di cui vi abbiamo appena detto.

Le regolazioni

Le regolazioni di precisione di cui andiamo a parlare ora non spariscono una volta che le si è settate per bene: anche se richiedono qualche minuto in più e qualche prova per essere validate, vale la pena di spenderci un po’ di tempo e un po’ di pazienza, perché a giovarne sarà il comfort nella calzata e anche la sicurezza. Dunque, le regolazioni possibili sui caschi moderni sono generalmente tre: la pressione sulla circonferenza della testa, l’angolazione rispetto al viso e al profilo del ciclista e infine la tensione del laccetto sottogola. Aggiungiamo la possibilità, per i caschi da mountain bike o di alcune discipline urban, di regolare la visiera anteriore parasole.
La regolazione principale è quella della ritenzione sull’osso occipitale: i meccanismi utili sono in questo caso due, quello della pressione sulla nuca oppure in aderenza sull’intera circonferenza della scatola cranica; la sua funzione è evitare movimenti in avanti o indietro della calotta dovuti anche alla forza di inerzia, che ad esempio incide quando si frena. Su alcuni caschi – di solito i più evoluti – la regolazione occipitale è corredata da un’ulteriore possibilità di regolazione in altezza – di solito su tre punti – della cinghia che “abbraccia” l’occipite. La regolazione occipitale sistema in modo fine la calzata in tutti quei casi in cui la forma interna della calotta del casco non corrisponde la morfologia della calotta cranica.
Si passa dunque alla seconda regolazione, quella praticabile sotto l’orecchio: occorre verificare che la porzione statica del casco sia ben posizionata sia livello di angolazione “avanti-indietro”, sia in quella “destra-sinistra”; per questo bisogna operare sulle clip poste appena al di sotto dei lobi del orecchio. Muovendo le due fibbie in senso verticale, alternativamente su e giù, si ottiene la centratura del casco rispetto al viso del ciclista (si modifica, cioè, l’angolazione “destra-sinistra” della calotta). Intervenendo invece sulla lunghezza dei bracci delle “y” disegnate dal laccetto ai lati delle orecchie si ottiene la centratura del casco rispetto al ciclista di profilo, modificando, cioè, l’angolazione “avanti-indietro” della calotta.
Proseguiamo poi con la lunghezza del laccetto sottogola: una volta chiuso questo deve essere lasciato un po’ lasco. Quanto lasco? È sufficiente che sotto ci passino due dita, non di meno, non di più: in questo modo il casco sarà sicuro e allo stesso tempo non darà senso alcun senso di costrizione durante l’uso, permettendoci inoltre di masticare comodamente quando è il momento di alimentarsi.
Infine la regolazione della visiera: è immancabile sui caschi da mtb, a causa della diversa posizione della testa rispetto alla bici da strada, che obbliga a questo accessorio utile a proteggere dalla luce incidente e anche a proteggere gli occhi dalle fronde degli alberi. L’inclinazione della visiera rispetto alla calotta deve essere tale per cui, nella posizione più abbassata che capita di assumere in fuoristrada, il margine dell’accessorio consenta almeno di tenere libero il campo visivo ad almeno 20 metri.

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Le nostre proposte

Lazer Z1 MIPS
La regolazione occipitale è con ghiera posta sulla porzione superiore della calotta. La calotta impiega la tecnologia MIPS, che trasla la forza d’urto in caso di caduta.

Bell Vanquish
Un casco specifico per l’utilizzo stradistico o le cronometro. Ha una visiera removibile, che si applica con dei magneti alla calotta.

Limar Urbe
La certificazione di sicurezza è specifica per il segmento delle bici a pedalata assistita. Design e caratteristiche funzionali ideali per l’utilizzo in città.

Lumos
Antesignano tra i caschi con sistema di illuminazione: ha una serie di led anteriori, posteriori, laterali. Ed ha anche gli indicatori di direzione, attivabili con un telecomando.

Giro Cormick MIPS
Un modello entry-level ma con caratteristiche di protezione d’alta gamma. Calotta con tecnologia MIPS. Ed è provvisto di visiera anteriore removibile.

Briko Fuoco
Studiato per la mountain-bike. Il sistema di regolazione della ritenzione Easy Fit assicura stabilità e comfort. La visiera è removibile.

Abus Scraper 3.0 ACE
Il sistema di regolazione della taglia utilizza un pratico anello in plastica resistente e flessibile, per una stabilità e un’aderenza ottimali.